UN ETE A LA GAROUPE

UN ETE A LA GAROUPE
ART CITY CINEMA

Regia: François Lévy Kuentz

Durata: 68

Lingua: Francese - Inglese con sottotitoli italiani

Trama: Estate 1937, Man Ray e la sua giovane compagna Ady Fidelin, incontrano un gruppo di amici (e che amici!) all’Hôtel Vaste Horizon, nel villaggio di Mougins in Provenza. Ci sono il poeta Éluard e sua moglie Nusch, Roland Penrose e la sua futura sposa Lee Miller, Pi- casso e Dora Maar. Man Ray, che vuole sperimentare una nuova pellicola a colori kodachrome, li riprende costruendo piccoli sketch in cui si diverte a far dan- zare la luce, sfocare le immagini e, ça va sans dire, spogliare le signore. Combinando queste immagini con alcuni estratti di suoi corti, fotogra e e provini a contatto, Lévy-Kuentz costruisce un diario di viaggio documentario, ludico e surrealista, che prende il tito- lo dalla spiaggia di Antibes in cui la bella brigata si recava ogni giorno. SEGUE LET ME COME IN (USA/2011) di Bill Morrison (11’) “Nel 2012 George Willeman, il responsabile dell’archi- vio nitrati dell’Audio Visual Conservation Center della Library of Congress mi ha reso nota la presenza di un lm particolarmente degradato. Era una bobina di Pawns of Passion (1928), un muto tedesco [...]. L’in- treccio ruota attorno a una ballerina russa che dopo essere stata separata dal glioletto nel 1917 si getta nella Senna e viene tratta in salvo da un artista. [...] È una ri essione sull’amore e sulla linea di con ne che separa due anime, apparentemente dal baratro della coscienza. Il lm ha seguito un destino simile. Lasciato a marcire in un enile, è rinato a nuova vita grazie al testo e alla musica di David Lang e alla voce di Angel Blue. Ciò che sopravvive sono poche immagini salvate dallo Stige, tra questa terra e gli inferi” (Bill Morrison).

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